Centro storico, oltre duecento in marcia apolitica contro degrado e microcriminalità: «Nei vicoli vogliamo tornare a vivere»

Oltre duecento persone hanno attraversato la città vecchia per chiedere più sicurezza, più presidi e interventi duraturi. La camminata, apartitica, è partita dalla Commenda e ha toccato alcune delle zone più critiche

Oltre duecento persone, tra residenti, commercianti e cittadini, hanno attraversato ieri sera le strade del centro storico per riportare al centro dell’attenzione un tema che da mesi alimenta assemblee di quartiere, discussioni sui social e confronto politico: la sicurezza nella città vecchia.

La camminata, presentata dagli organizzatori come rigorosamente apartitica, è partita dalla Commenda di Prè e ha seguito un percorso simbolico dentro alcune delle aree considerate più problematiche. Il corteo ha attraversato via Prè, porta dei Vacca, via del Campo, via San Luca, piazza Banchi, Sottoripa, via Gramsci e la Darsena, toccando luoghi dove residenti e operatori economici denunciano da tempo episodi di spaccio, degrado, bivacchi e microcriminalità.

In testa alla manifestazione c’era lo striscione degli Angeli del Centro Storico con la scritta “Contro il degrado”. Dietro, persone di età diverse, esercenti, abitanti dei carruggi e cittadini arrivati anche da altri quartieri, uniti dalla richiesta di maggiore vivibilità e di una presenza più visibile delle istituzioni sul territorio.
La mobilitazione è stata promossa dal Comitato Giardini Malinverni insieme ai Civ Banchi, Sestiere del Doge e Ripa Maris.
Uno dei passaggi più significativi è stato quello nella zona della Darsena, porta d’ingresso di Genova per molti turisti e crocieristi, ma anche area indicata dai partecipanti come uno dei luoghi dove il degrado risulta più evidente. La contraddizione, per chi vive e lavora nel quartiere, è proprio questa: da una parte il centro storico come patrimonio storico, commerciale e turistico della città, dall’altra una quotidianità segnata dalla paura, dalla percezione di abbandono e dalla difficoltà di presidiare gli spazi pubblici.
Alla Commenda era presente anche un presidio della polizia locale, elemento che molti residenti hanno letto come un segnale importante. Vedere operatori sul territorio, poterli interpellare e avere un riferimento immediato sono tra le richieste che arrivano con maggiore insistenza da chi abita nei vicoli. Non solo interventi dopo le emergenze, ma controlli costanti, visibili e capaci di scoraggiare comportamenti illegali.
Dalla manifestazione è emersa però anche una richiesta più ampia. Per molti partecipanti servono interventi immediati contro i fenomeni criminali, ma anche una strategia duratura che tenga insieme sicurezza, recupero urbano, socialità e gestione delle fragilità presenti nel quartiere. Il presidio del territorio e l’azione delle forze dell’ordine vengono considerati indispensabili, ma non sufficienti se non accompagnati da un progetto capace di restituire stabilmente spazi, funzioni e vita quotidiana ai carruggi.
È su questo equilibrio che si concentra oggi il confronto politico e cittadino: non se intervenire, ma con quali strumenti, con quale continuità e con quale rapporto tra repressione e prevenzione. La marcia di ieri ha dato forma pubblica a una richiesta che nei vicoli circola da tempo: il centro storico non vuole essere raccontato solo come problema, ma chiede di essere messo nelle condizioni di tornare a essere vissuto.
Foto di copertina di Dario Di Giorgi
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